zone erogene

Introduzione

Parti del corpo caratterizzate da una sensibilità spiccata e che, una volta stimolate, possono aumentare le sensazioni di piacere sessuale tanto da poter contribuire a raggiungere il massimo apice con l’orgasmo: sono le zone erogene. Un argomento tanto diffuso, quanto criptico. Dove sono le zone erogene, quali sono e soprattutto come si fa a trovarle? Approfondiamo. 

Zone erogene: definizione e significato

Come spesso accade, per conoscere pienamente il significato di una parola, è bene indagare sulla sua etimologia. Il termine erogeno deriva dal greco érōs “amore”, unito al suffisso -genes “generato”. Erogeno, quindi, significa che genera amore, definizione correlata al fatto che lo stimolo di una zona erogeno genera piacere sessuale

Sebbene molte delle zone erogene sono soggettive e cambiano da individuo ad individuo, è stato possibile codificare alcune zone erogene che sono tendenzialmente comuni alla maggior parte della popolazione. 

Queste parti del corpo sono particolarmente sensibili a diversi tipi di stimolazioni, che possono essere sia continue che puntuali, leggere o pressorie. 

In conseguenza alla loro stimolazione, le zone erogene danno vita a due reazioni: in primo luogo sollecitano una reazione mentale, un risposta cerebrale sessuale che si traduce in eccitazione, in secondo luogo creano una reazione fisico, che si trasforma in vero e proprio piacere. 

Le zone erogene possono essere suddivise in:

  • Primarie, quando la risposta al tatto è molto spiccata e la sensibilità elevata
  • Secondarie, cioè tutte quelle zone erogene che sono sensibili ma non sono utili al raggiungimento delllìorgasmo
  • Potenziali, ossia le zone del corpo che sono molto soggettive e che sono lontane dalle principali zone sessuali, ma che se stimolate possono provocare eccitazione. 

La maggior parte delle zone erogene sono simili sia per l’uomo che per la donna, con qualche differenza. Eccole. 

Quali sono le zone erogene femminili?

Le donne posseggono un affascinante sistema somatico, che vede un alternarsi di zone erogene molto sensibili ed altre più resistenti al tatto. Inoltre, quasi tutte le zone erogene femminili dipendono fortemente dell’influenza mentale, per cui una zona potenzialmente erogena può risultare insensibile in caso di forte stress, di freni inibitori o disturbi della sfera sessuale. 

Tra le zone erogene femminili individuiamo quelle primarie, ossia il clitoride e la vagina con il Punto G. Si tratta di zone erogene ad altissima sensibilità, la cui stimolazione sfocia nell’orgasmo. Le zone erogene secondarie femminili sono, invece, i glutei, seno e capezzoli, perineo e ano, pube. Queste zone sono collegate alla sensazione da piacere in maniera più o meno intensa. 

Le zone erogene potenziali sono i piedi, la bocca e le orecchie, parti del corpo che se sollecitate portano ad una forte lubrificazione. 

Quali sono le zone erogene maschili?

Gli uomini, a differenza delle donne, hanno una quantità minore di zone erogene, ma quasi tutte più sensibili e correlate all’erezione. Come le donne hanno il loro unico Punto G, massimo punto del piacere, gli uomini tra le zone erogene primarie hanno il Punto L, un’area situata a livello prostatico e che, se stimolata con il giusto massaggio, può esplodere in un piacere estremo. 

Insieme a questa area erogena primaria, ci sono il glande e il pene che quando stimolati ripetutamente provocano l’orgasmo. Non esiste un modo univoco di provocare piacere, tutt’altro. La stimolazione del pene può durare diverse ore come poco tempo, in base al tipo di approccio. Se vuoi saperne di più, ecco alcune delle professioniste del massaggio prostatico. 

E quali sono le zone erogene maschili potenziali? Oltre alle labbra, ai piedi e alle orecchie, gli uomini sono sensibili sul collo, nella parte bassa della schiena, all’interno del polso, sul basso ventre e l’interno coscia. 

Una minoranza prova piacere nella stimolazione delle ascelle e del cuoio capelluto. 

Per questo motivo un massaggio fatto su determinati punti del corpo maschile, come quello femminile può amplificare l’effetto del piacere e aumentare la sensazione di benessere sessuale. 

Toccare le zone erogene giuste

È una prassi molto comune quella di creare una mappatura delle zone erogene, cioè un’esperienza di piacere utile a capire quali sono le zone del proprio corpo a stimolare e provocare il maggior piacere possibile, riconoscere le diverse intensità e i diversi stimoli. 

Il tipo di pressione applicata, la velocità del tocco, ma anche la condizione dell’ambiente in cui ci si trova, sono fattori che giocano un ruolo importante nella definizione delle proprie zone erogene. 

La prassi è quella di affidarsi ad uno stato mentale di profondo relax, abbandonarsi a mani di professioni esperti, che conoscono le tecniche della cosiddetta terapia sessuale del massaggio, utile allo scopo di captare gli stimoli e conoscere al meglio il proprio corpo. 

In questo modo è comune scoprire che alcune zone erogene sono più sensibili di altre, così come è possibile scoprire delle zone erogene soggettive e potenziali. 

Questa prassi di massaggio univoco o reciproco, alla scoperta delle proprie zone erogene nasce dallo studio di Master e Johnson, rispettivamente sessuologo e ginecologo, nel 1870. Si tratta di procedimenti lenti, una rilassata esplorazione dei corpi o di se stessi. Per provare un’esperienza della mappatura delle zone erogene, affidati ad un massaggiatore o una massaggiatrice della tua zona.

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